🇮🇹 L’essenza più profonda di un calice di Fiorduva – quando niente è per caso

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Sarà un giorno speciale e irripetibile oggi, di quelli che non capitano mai. L’emozione è grande e le speranze tante già da ieri, da quando ho capito che si sarebbe verificata una concomitanza di eventi eccezionali e del tutto insperati, come l’allineamento dei pianeti o il passaggio di una cometa luminosissima.

Quanta gioia! E che bella questa sensazione di serenità che pervade la giornata dell’attesa e che mi avvolge come in un abbraccio caldo e rassicurante dal quale nessuno vorrebbe mai doversi liberare. Sono come una farfalla oggi, che schiude la ali per la prima volta per librarsi in un volo leggiadro e bellissimo, solo per un giorno, solo uno e poi tutto finirà. Perché il destino aspetta impaziente e non concede nulla di più di ciò che ha stabilito.

E dunque una occasione come quella di oggi merita di essere celebrata con un vino unico, inimitabile e irripetibile, e che sia in grado di racchiudere nel calice tutta la preziosa essenza di questa giornata perfetta, rara, e purtroppo effimera. Me ne viene in mente solo uno che possa essere all’altezza della circostanza e che sia in grado di inebriare il mio Ospite d’eccezione tanto quanto solo lui sa inebriare la mia esistenza; il mio Ospite d’eccezione che non saprà mai quanto la sua presenza, per una giornata intera, piena di meravigliosi eventi e di eccitanti programmi possa arricchire la mia vita rendendola perfetta e sublime seppure solo per un giorno. E lo lasceremo nella sua più totale inconsapevolezza, ma non senza avergli dimostrato in maniera tangibile tutta la gratitudine che merita, ed è per questo che la scelta del vino non può che essere obbligatoriamente una sola: un Fiorduva di Marisa Cuomo,

una vera opera d’arte, che accompagnerò con un piatto di pasta di germe di grano, una “calamarata” con un sugo semplice ma raffinato di pomodoro fresco e bocconcini di ricciola.

Questo è un vino che promette un’esperienza diversa e singolare già dalle primissime sensazioni, quelle a cui nessuno fa mai veramente caso se non per intercettare qualche difetto; d’altra parte il tappo è sufficiente che non sappia di tappo perché si possa procedere senza indugio alla degustazione; ma questo tappo è in grado già da solo di rivelare segreti e promesse di quello che verrà, e quando ciò che si ha è sempre troppo poco bisogna saper assaporare e godere fino in fondo di ogni attimo, di ogni più piccolo dettaglio.

Oggi Furore è lontana centinaia di chilometri, ma proprio come quel sole in una calda giornata estiva sul mare e la fresca carezza della brezza marina, così si sprigionano i colori e i profumi da questo calice di vino. Un calice che sprigiona magia! C’è il mare, e poi il sole e il vento nel calice; la passione sapiente di chi cura queste vigne con amore, rispetto e dedizione; il lavoro di una squadra invisibile eppure magistrale che riesce a tirare fuori un capolavoro da una terra bellissima, impossibile ed estrema; i profumi di un terroir unico e irripetibile che, lungo i viottoli di questa campagna a picco sul mare, riempiono l’aria in una sinfonia di note di fiori sbocciati al mattino, di erba  fresca ma arsa dal sole, di frutta estiva matura sugli alberi, dei limoni unici della Costiera,  e del mare che ti entra dentro nel profondo anche da quassù, mentre due farfalle leggiadre e impalpabili ricamano disegni invisibili in volo nella vigna dove crescono questi grappoli dolci come il miele.

Nel calice oggi, qui a centinaia di chilometri di distanza, ritrovo intatta la magia di un luogo incantato, sospeso tra cielo e mare, dove la bellezza del paesaggio lascia senza fiato, e i profumi del mare si   fondono e confondono con quelli della terra creando una sinfonia perfetta che incanta i sensi e inebria l’anima. E’ così il Fiorduva, perfetto come questa giornata inaspettata; elegante, eloquente, caloroso e avvolgente come la rara compagnia del mio Ospite, che però dovrà andare via.

Ci sono momenti unici e irripetibili nella vita, che arrivano   all’improvviso, ti lasciano senza fiato, e non tornano più. Certe cose sono così: lasciano dentro un segno indelebile e un ricordo di una lunghezza interminabile, proprio come il sorso persistente di questo bel vino che per sempre saprà far rivivere ad ogni assaggio i sapori, i profumi e la magia agrodolce di una giornata indimenticabile. Chiudo gli occhi, mi immergo ancora una volta nell’incantesimo del mio calice, ed è come essere a Furore e tu fossi ancora qui. Per restare. 

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