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“Il professore Rocco Cassano mi offre il primo bicchiere di Aglianico della mia vita. Al primo segue il secondo. Al secondo il terzo. Il conto è presto perduto. Seconda e più energica sbronza. Il vino buono si vende senza fraschetta.”

Mi sento sempre molto Mario Soldati ogni qual volta che, in guida solitaria, mi dirigo verso le grandi terre del vino di cui l’Italia è così riccamente incastonata. Avellino Est non è una semplice uscita della A16, bensì una porta magica che apre la strada verso una terra incantata: l’Irpinia. Ci sono posti sul nostro meraviglioso pianeta dove convergono per magia tutte le energie positive del mondo, ecco l’Irpinia è uno di questi! Per i più pragmatici mettiamola così, deve essere un corollario della legge gravitazionale assoluta sfuggito anche ad Einstein e tutto ancora da scoprire! Perciò sotto a chi tocca e nel frattempo, noi inguaribili romantici, continueremo a pensare che sia solo una questione di magia.

La strada di montagna si snoda per chilometri tra le sfumature dell’inverno che dipinge tutto di un rosa caldo e confortante. L’aria è sempre più fresca e corroborante. Il tempo rallenta, lo spazio si curva, esattamente come succede in prossimità di un forte campo gravitazionale. Più si va avanti e più sembra di tornare indietro nel tempo, quando era tutto ancora incontaminato e scevro di tutta questa tecnologia a volte un po’ troppo invadente. Il cellulare non prende più, le auto spariscono, spariscono le case, ci sono solo io con i miei pensieri e gli occhi pieni d’incanto. Sì, oggi mi sento molto Mario Soldati.

Ad accogliermi trovo il giovane Giuseppe, quarta, quinta sesta generazione poco importa, i Di Prisco sono qui da sempre. Giuseppe ha gli occhi limpidi e una eleganza innata che va ben oltre i suoi modi garbati e il look raffinato di oggi. Mi saluta con un bel sorriso e comincia il suo racconto tra passato, presente e futuro. Tanti progetti, tanto entusiasmo e tanto amore per le tradizioni di questa sua terra bellissima e suggestiva. Qui siamo a Fontanarosa, a pochi chilometri da Taurasi, nel cuore dell’Irpinia. Giuseppe mi spiega il paesaggio, i monti, la storia ed io resto incantata e senza parole. Quando è il cuore a parlare il silenzio agevola l’ascolto.

Non si vede il mare, ma si scorge la sua luce, dietro ai monti del Partenio che affacciano da un lato su questa terra meravigliosa e dall’altro sul Golfo di Napoli. Non ci sono mai stata lassù, ma colmerò questo gap quanto prima!

“Uno scoglio sulla linea dell’orizzonte: ecco come appariva Procida agli occhi dell’Abate Giordano dal Balcone d’Irpinia, Montevergine, nel 1649. Un mirino verso l’infinito, una porta sull’immensità che spaventa. È la metafora del dialogo secolare tra aree interne e costiere, quel filo sottile che fa giungere tra i nostri monti la voce del mare, dei pescherecci e dei naviganti di ogni epoca”.

Sono le parole di Franco Iovino, presidente del Parco del Partenio, da un articolo di  Alfredo Picariello, penna virtuosa di Irpinia News. Impossibile resistere! Montevergine è già sulla mia lista!

La bellissima cantina è in divenire perché lo spazio non basta più: il Taurasi Di Prisco va ben oltre i tempi di invecchiamento obbligatorio di almeno tre anni, di cui almeno uno in botti di legno, come previsto dal disciplinare della DOCG. La regola che si è dato Pasqualino, il papà di Giuseppe e boss indiscusso della Cantina, è quella di dare Tempo al Tempo; la regola qui è di cinque anni, rinunciando così alla Riserva; oppure qui è tutto Riserva! Decidete voi! Il Tempo, “l’immagine mobile dell’eternità” secondo Platone, la “distensione dell’animo” secondo Sant’Agostino, la misura del cambiamento secondo molti, fino ad arrivare a chiedersi se il tempo senza cambiamento sia concettualmente possibile. E allora qui il Tempo scorre secondo il suo ritmo, senza forzature né accelerazioni: niente barrique, solo legno grande.  E così il Taurasi capitalizza il Tempo che gli viene concesso per spiegarsi con garbo e addolcire il suo linguaggio pur senza rinunciare alla sua forza austera; acquisisce compostezza nella sua grande struttura, fermezza pacata nella potenza dell’alcol e del tannino, profondità ed eleganza nel suo complesso spettro organolettico.  

E ci siamo divertiti a giocare col Tempo Giuseppe ed io, attraverso gli assaggi in una super verticale tra futuro, presente e passato, esattamente in quest’ordine. Il futuro prossimo del Taurasi 2017 stupisce per eleganza e profondità di naso e di sorso; il futuro anteriore del 2019 scalpita con esuberanza tra frutta croccante e spezie esotice; il passato prossimo del Taurasi 2008, evoluto e maturo scivola con eleganza lungo la sua parabola discendente; ed è molto più passato del passato anteriore del Taurasi 2003 che stupisce con la sua giovanile freschezza e spiccata sapidità! E la cosa più incredibile è che è tutto qui! Adesso! Per molti ma non per tutti! Per quelli che vorranno andare a Fontanarosa e lasciarsi condurre da Giuseppe in questo esperimento di fisica quantistica dove tutto è, è sempre stato, e sarà sempre.

Un ringraziamento speciale va Franca De Filippis, straordinaria Chef del Ristorante La Pergola di Gesualdo, e al marito Antonio Ferrante che ci hanno accompagnati e coccolati con un menù eccezionale in questa indimenticabile esperienza sensoriale. Tre Forchette Gambe Rosso e Chiocciola Slow Food, scusate se è poco!

E a proposito, lo sapevate che il sedano di Gesualdo è diventato presidio Slow Food e che Gesualdo è tra i borghi più belli d’Italia? Questa è l’Irpinia, con il suo fascino, i suoi doni e la sua magia, tra l’altro a un tiro di schioppo dalla Costiera Amalfitana, un motivo in più per inserirla da subito nella vostra lista dei viaggi che non si possono più posticipare. È già nuovamente sulla mia! Presto! Molto presto!


Cantine Di Prisco
Contrd Rotole, 27
Fontanarosa
83040 – AV – Italia

Ristorante La Pergola
Strada comunale Freda, 35
Gesualdo
83040 – AV – Italia