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È tornata finalmente in scena Terre di Toscana! In tanti ci siamo riabbracciati con gioia e tutti, ma proprio tutti, ripetevano salutandosi “È il mio evento preferito!” davvero come un mantra. Tanti gli eventi in programma da incastrare, e purtroppo ognuno ha dovuto fare delle scelte; io ho scelto di esserci entrambi i giorni, e in 5 punti vi spiego perché, sicura di convincervi a fare come me in futuro!

PUNTO 1: Non devi pensare. Sicuramente come me sarete costretti a pensare spesso e troppo; a valutare alternative e a prendere decisioni. Questo o quello? Destra o sinistra? Lo faccio o non lo faccio? Liscia, gassata o Ferrarelle? Che stress, e che fatica! Anche una controlled freak come me desidera a volte mollare il comando e lasciarsi guidare, fino a farsi trascinare dolcemente alla deriva, affidandosi con fiducia all’esperienza di qualcun altro. Ecco la magia di questo evento! È già stato deciso tutto a monte, la selezione di Cantine è davvero straordinaria per cui a noi non resta nient’altro che brindare con gioia, non importa dove!

PUNTO 2: Più che una fiera è una festa. Il cast dei Produttori e degli organizzatori è consolidato da tantissimo tempo, e questo sottende una energia, una sinergia, e una vibrazione fortissima che rendono l’atmosfera davvero elettrizzante e corroborante! Fa davvero bene al cuore, un po’ meno al fegato ma a quello ci penseremo poi! Dio benedica le diete detox! Quest’anno più che mai si respirava aria di Amicizia. È la festa di chi ama il vino con passione e ci si dedica anima e corpo da una vita. Qui sin anche il giornalista e critico più severo riesce a rilassarsi, degustando in scioltezza senza stare troppo a vivisezionare il calice. Gli sguardi e i sorrisi non mentono! Ma quanto ci siamo divertiti! Una piccola gande Woodstock del vino! E quelle vecchie annate poi, che tornano i brividi e le lacrime agli occhi solo a ripensarci!

PUNTO 3: Ci sono tanti dei miei produttori del cuore, e sicuramente anche i vostri, con i quali ormai si è diventati amici! Ecco, poterli stalkerare tutti insieme non ha prezzo, e va a finire poi che si faccia anche qualche assaggio in loro compagnia. Il confronto arricchisce sempre, più sappiamo gli uni degli altri e più riusciamo a conoscere meglio noi stessi. Vale per ogni cosa, anche per il vino: conoscere vini e territori diversi contribuisce a leggere il proprio in una prospettiva più ampia. Assistere a uno scambio di idee tra Federico Staderini e Alessandro Mori poi, per citarne una su tutte, è una magia che non capita tutti i giorni! E infine non c’è nulla di meglio che farsi suggerire il prossimo assaggio da un altro produttore.

PUNTO 4: È stato un evento in presenza con una affluenza quasi normale.

“È stata la Terre di Toscana della liberazione, del ritorno alla vita e alle emozioni”

come si legge sul sito ufficiale de L’Acqua Buona, macchina organizzativa dell’evento. Sebbene fosse “dolorosamente contingentata” sempre a voler usare le loro parole, e gli spazi fossero più ampi con l’aggiunta di una ulteriore sala rispetto alle edizioni precedenti, davanti a certi banchi ho dovuto sgomitare un po’ e questo non accadeva da almeno due anni. Io sono più che mai un “animale sociale” come da definizione aristotelica, e ho bisogno di contatto fisico, di tintinnio di calici, di abbracci e strette di mano. Mi nutro di sorrisi e della luce degli occhi, e non prederò mai più per scontato il rumore della vita. Raggiungerò il culmine della gioia quando finalmente potrò mettere in soffitta, si spera per sempre, l’odiosa mascherina, ultimo ostacolo tra noi e la normalità che ci appartiene.

PUNTO 5: I bicchieri erano serigrafati con AB che sta per Acqua Buona, ma a me piace pensare che fossero le mie iniziali. Me ne sarei portato via uno se non avessi dovuto continuare il mio tour da degustatrice seriale, con zaino in spalla, tra Anteprime e altri eventi. Ma prima o poi me lo procurerò, perché è molto più ganzo che le tue iniziali ce le metta qualcun altro invece che farsi fare il calice personalizzato!

Tirando le somme, un evento come sempre memorabile dove si respira aria di amicizia, di condivisione e di convivialità, quell’aria che mancava da tempo e la cui assenza cominciava davvero a rendere la vita un po’ troppo asfittica. Vi lascio qui qualche immagine dell’evento e arrivederci all’anno prossimo. E ora zaino in spalla che la strada è ancora lunga! Stay tuned!

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