Cronaca di un successo annunciato

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Vitraya Ramunong è l’Albero delle Anime che custodisce gli spiriti del passato, ascolta i sogni del presente e conosce le anime del futuro. Abbraccia il senzatempo dello spirito e del cosmo, e le sue radici sono connesse a tutte le altre piante del pianeta Pandora. È l’albero magico di Avatar, nato dalla fantasia di James Cameron, ma che nella realtà esiste anche sulla terra, in diversi luoghi e in altre forme, e io ne ho trovato uno.

C’è un’enorme Quercia che vigila sui vigneti di Sanlorenzo da uno dei punti più alti del Podere, e che custodisce dentro di sé la linea di sangue e tutta l’Anima di questo posto incantato. Il mio primo abbraccio ogni qual volta capito da quelle parti è sempre per Lei; spesso mi siedo nella sua ombra a fare quattro chiacchiere in silenzio, le confido i miei segreti, e mi lascio coccolare dalle sue vibrazioni così positive e rassicuranti mentre mi godo il panorama mozzafiato da questo angolo di paradiso. A volte non lo avverto nemmeno Luciano che sono arrivata e me ne resto lì anche per una buona mezz’ora, tanto lo so che prima o poi lui sbuca da qualche parte risalendo dalla vigna.

Baluardo di forza e resilienza, lei conosce tutta la storia di questo posto e di questa famiglia, anche quella che nessuno ha mai raccontato; e non sarà una storia perfetta, nessuna lo è mai, ma sicuramente una storia a lieto fine, anche se il lieto fine non te lo regala mai nessuno e va conquistato e riconquistato giorno per giorno. Come tutte le storie che si rispettino ha la sua ciclicità, che si rinnova di continuo, perché anche se qui adesso il sogno di un podere bellissimo e di una cantina esemplare sono diventati realtà, le difficoltà, le preoccupazioni e il duro lavoro non mancheranno mai.  Perché il sogno continui bisogna continuare a sognare! E chi si ferma è perduto.

La storia di Sanlorenzo è simile a tante altre storie rurali; è la storia del coraggio di chi non è voluto andare via quando la vita era semplice e anche parecchio dura, specialmente per i giovani che in tanti sono scappati, perché qui non c’era nulla per loro. Lui no però, Luciano è rimasto nella scia dell’intuizione del Nonno Bramante che questa terra custodisse un vero tesoro, bisognava solo continuare a lavorare a testa bassa per riuscire a tirarlo fuori. Non è andato via perché questo posto gli appartiene e lui appartiene a questo posto, perché è nel DNA che è scritto il destino di ognuno di noi, e nel suo c’è scritto Brunello di Montalcino. Bramante ha scommesso su questa terra molto prima che diventasse il mito che è oggi, le ha dedicato tutte le sue energie con amore, rispetto e dedizione per ben 101 anni, e ha vissuto abbastanza a lungo da essere testimone dell’ascesa del nipote che ha raccolto la sua eredità fino al riconoscimento del duro lavoro di entrambi. Al comando c’è lui adesso, Luciano Ciolfi, Sanlorenzo è la sua creatura, e quando si possiede quella determinazione pacata di chi persegue la qualità totale senza mollare un centimetro, non serve un MBA per diventare un imprenditore di successo. E se poi è vero che il lavoro nobilita l’uomo, qui siamo al cospetto di una delle famiglie più nobili di Montalcino.

Se per voi contano più i fatti delle parole, allora questo è il vostro uomo! Luciano, riservato, taciturno, ma tremendamente eloquente nei gesti, conquista con una gentilezza autentica, innata e mai forzata, quasi d’altri tempi. Ogni volta che gli faccio i complimenti per questi suoi vini straordinari lui abbassa lo sguardo nel calice e sorride in silenzio. Eppure, i complimenti, e anche plateali, ha dovuto imparare a gestirli, perché dopo i punteggi ottenuti dalla critica specializzata in particolare per i suoi Brunello 2016, si è addirittura ritrovato a “Porta a Porta” da Bruno Vespa in cima alla classifica dei vini più buoni d’Italia! Lui non cambia però, non si dà le arie, resta quello che è, e continua ad abbassare gli occhi nel calice sorridendo ogni volta che gli faccio i complimenti, e glieli faccio spesso!

Pedalare con impegno, serietà, e soprattutto con intelligenza alla fine ripaga sempre, che a pedalare e basta invece si finisce per scavare un buco! Lui lo sa bene, che se non è in vigna è in bici a inseguire le sue passioni senza scorciatoie, e con l’annata 2016 ha finalmente raggiunto il gradino più alto del podio. E non pensate sia stato facile in un’annata a 5 stelle, non lo è mai in ogni caso, e la concorrenza era spietata! Se poi volete la controprova vi invito ad assaggiare il suo Brunello 2017 così vi levate ogni dubbio. Certi vini ti sembra che non possano che essere così come sono, se nascono in posti incantati e te li riportano fedelmente nel calice. Non dimentichiamo però che il terroir è fatto di Territorio, Vitigno e Vigneron, e qui il lavoro di Luciano si sente tutto! Ci vuole difatti tanto lavoro per riuscire ad intervenire il meno possibile! Sembra un paradosso ma è così! Da qualche parte ho letto che “La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento d’anima.” Ecco, qui di Anima ne troverete sempre davvero tanta!

Concludo con una citazione da un bellissimo articolo di Mario Crosta che potete trovare qui, e che vi suggerisco di leggere tutto d’un fiato.

“Bravo Luciano … Non arrossire. Conquisterai, ad una ad una, tutte le stelle della notte di San Lorenzo.”  

Lo vedo quel tuo sorriso adesso sai, ce l’ho stampato nella memoria! Abbraccia la Quercia da parte mia che non so quando riuscirò a tornare…

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