Un giorno all’improvviso

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Un giorno all’improvviso una porta si chiude per sempre, in maniera inaspettata, imprevedibile, violenta. Una deflagrazione che travolge tutto, distrugge tutto, tranne te. Tra le macerie dell’irreversibile la luce filtra tra i filari, in mezzo ai grappoli maturi, che erano il progetto di un’Anima bella, la sua linea di sangue, il futuro interrotto che però non si arresta davanti a nulla, nemmeno al dolore più buio e profondo. Il futuro arriva sempre a compimento, e porta con sé la luce, perché di luce siamo fatti e in un modo o in un altro siamo destinati a brillare per l’eternità. Ed è per questo che una sarta provetta un giorno è stata costretta a posare le forbici per ricucire l’anima, sua e di tutti quelli che increduli e annichiliti non pensavano di poter sopravvivere all’irreversibile. E così Jessica ha raccolto tutti i grappoli che chiedevano di vivere e li ha trasformati in vino. Trasformazione, la vita che fluisce, la vita che è inarrestabile, l’assenza che diventa presenza costante. A fasi alternate, tra luci ed ombre, matura una nuova consapevolezza, una sensibilità diversa, profonda, che riesce a vedere oltre, perché

“l’essenziale è invisibile agli occhi”.

Jessica Pellegrini è una Donna formidabile! Non si concede a tutti, ma quando lo decide lei ti accoglie con tutto il cuore e tutta l’anima nella magia che è riuscita a creare attraverso un viaggio duro e faticoso nel dolore. I suoi vigneti, la sua cantina, il suo mondo vibrano di una forza potente e benevola che lei lascia fluire rispettandone il ritmo, la cadenza, l’armonia. Se dovessi paragonarla ad una delle mie eroine del cinema sceglierei senz’altro Ada McGrath di “Lezioni di Piano”. Ada ha smesso di parlare, non viene mai spiegato in seguito a quale trauma, ma non si può certo definire una donna silenziosa, tutt’altro! Si esprime con travolgente intensità attraverso la musica del suo pianoforte: vibrazioni, armonie, ritmo, melodia. Musica che diventa messaggio e sentimento solo per chi sa sentire con il cuore e con l’anima oltre che con l’udito.  Solo per chi è realmente connesso.

Ho letto diverse volte e utilizzato anche io l’espressione “Poesia liquida” per definire quei vini che toccano il cuore e fanno vibrare l’anima. Ma mi accorgo ora che la poesia possiede il limite di un linguaggio che non è universale e presuppone la conoscenza e l’erudizione per poter essere compresa. La musica è diversa, il suo linguaggio è universale e riesce ad annullare barriere e differenze culturali come nulla altro al mondo. Ebbene sì, i vini di Jessica sono Musica liquida! E non mi riferisco solo al Brunello.

La Natura crea, plasma con mano sempre diversa ma infallibile e Jessica osserva, ascolta, sente. È connessa all’energia della terra e dell’universo, lascia fluire e sa quando e come intervenire, specialmente in cantina. Ed è in questo modo che riesce a donare equilibrio, armonia, luce, energia vibrante e melodia dolcissima a questi suoi vini meravigliosi, che è davvero impossibile sceglierne uno su tutti. Per quanto ogni sorso parli della mia amata Montalcino, questi vini vanno oltre ogni parametro, oltre l’etichetta, appartengono ad un’altra dimensione dove tutto coincide, tutto ritorna.

Nata dal buio, la Fattoria del Pino è oggi un posto pieno di luce e amore. Ci sono due meravigliosi Cavalli, le Principesse Vilma e Blu, poi Adele, la gallina che prende il sole e depone uova perfette e multicolori, Giordana la paperottola ancora in fasce, Safira il cane che adora andare in quad, e tante tantissime coccinelle per la mia gioia! E poi c’è un Angelo custode potentissimo che pervade il vigneto tutto, che aleggia in cantina ed aggiunge quella scintilla magica ad ogni singola botte, ad ogni singola bottiglia, ad ogni singolo sorso.

Ha ricostruito un mondo armonico con dei confini molto precisi entro i quali esiste nuovamente il tutto nell’intersezione tra piani paralleli che comunicano attraverso la luce, l’energia, la terra, il cielo, l’amore. Ma le ho detto che prima o poi dovrà venire al Louvre con me, principalmente per due motivi:

  • il primo è che deve vedere la Venere di Milo così capirà l’impatto emozionale dei suoi vini in tutta la sua potenza, come se li stesse scoprendo per la prima volta
  • il secondo è che non ci sono confini al suo mondo perché in realtà l’armonia, l’equilibrio e l’amore sono dentro di lei e se li può portare tranquillamente fin dentro al Louvre. Compreso il suo Angelo.

Alla fine del film Ada butta il suo piano in mare; il suo passato così profondamente radicato in lei, a tal punto che improvvisamente si lascia volutamente trascinare in mare con lui. Dall’altra parte c’è la luce, c’è l’amore, c’è la vita che vincono su tutto! E Ada sceglie la luce, sceglie la vita.

Perché tra il dolore e l’amore non c’è partita: è l’amore che vince! Sempre!

“Di notte penso al mio pianoforte nel profondo dell’oceano e a volte penso anche a me, sospesa sopra di esso. Là sotto è tutto così fermo, silenzioso, che mi concilia il sonno. È una strana ninna nanna. Ma è così. È mia. C’è un grande silenzio dove non c’è mai stato suono. C’è un grande silenzio dove suono non può esserci nella fredda tomba del profondo del mare.”

Ma la realtà di Ada è ben diversa: ha un nuovo piano, ha continuato a suonare, ha ripreso a parlare, ha scelto l’amore. Esattamente come Jessica.

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