LIFELINE – CANTINA CONTUCCI: IL NOBILE DEI NOBILI

Andiamo per ordine, o forse anche no. Seguitemi dunque e vediamo dove ci porta il cuore.

Prima della spettacolare Cantina, prima che venisse costruito il magnifico Palazzo rinascimentale dal San Gallo, completamente affrescato poi da Andrea Pozzo, molto prima di tutto ciò c’era da secoli Montepulciano, e Montepulciano è sempre stata la città del Vino per antonomasia. Il vino qui era così buono, fatto solo con le uve più Nobili, ma soprattutto erano solo i Nobili che potevano permetterselo. Era così prezioso che doveva essere tenuto nei caveau, e dove costruirli nel medioevo se non nelle mura fortificate della città?

La famiglia Contucci lo sapeva bene ed è proprio qui, nelle antiche mura di Montepulciano, che ancora oggi trovate la loro cantina. Le mura erano piene di vino, piene di vita! La ricetta di Contucci è pressoché la stessa da 40 generazioni: NOBILE CLASSICO fatto con Prugnolo Gentile, Canaiolo Nero, Colorino e Mammolo. E se pensate che il vino base sia quello facile da fare vi sbagliate di grosso! E’ esattamente il contrario! Di base qui abbiamo una cosa sola: un grandissimo vino!

Palazzo Contucci, pieno di storia e di storie! Pulsa, vibra, racconta, mostra, a chi ha il dono e riesce a sentire, riesce a vedere. Un dono, ma anche una maledizione.

Indulgenza e rancore, gioia e dolore, odio e amore. Amore si, voglio parlarvi d’amore! Perché è il giorno in cui i Contucci e gli Avignonesi si promettono amore eterno! Il matrimonio del secolo, il vino più pregiato naturalmente! Proprio lui, PALAZZO CONTUCCI fatto con il meglio dei due Cru, MULINVECCHIO e PIETRA ROSSA.

Gli sposi che volteggiano e danzano gioiosi con le coppe traboccanti di vino, una nuova famiglia, una nuova vita, una nuova linea di sangue, la stessa linea di vita, vino Nobile. E giuro di aver avvertito la loro presenza, li ho sentiti ridere, si ridevano gioiosi, credo anche di averli visti, e poi sono spariti! Scusa Andrea, cosa stavi dicendo? Oh l’antico pianoforte a coda! I compositori nel corso dei secoli si sono seduti qui! Posso? Sì, suono, molto male però…

I musicisti vanno e vengono, e a loro si serve il Cru PIETRA ROSSA; è sempre stato il loro preferito, una sinfonia armoniosa di profumi e sapori! Ma che succede? Andrea ci chiamano giù in cantina! Presto! C’è un po’ di trambusto, cosa starà mai accadendo? Di corsa giù per le scale, giù nel cuore delle mura, così di corsa che dimentico anche la mia claustrofobia!

“Ti dico che è il Cru MULINVECCHIO dalla botte 22213!” insiste Adamo

“O bischero! Al Giulio non la fai mica! O cosa credi? Questa l’è la 22214”

E’ giornata di assaggi e valutazioni oggi, con Giulio, si proprio lui il grande maestro Giulio Gambelli. Con Adamo sono stati una formidabile coppia di assaggiatori, tanto che durante le sessioni ufficiali di valutazione dovevano essere divisi perché, mettiamola così, due indizi fanno una prova! E rischiavano di influenzare il giudizio degli altri membri della commissione!

Adamo, un altro pezzo di storia, sarei rimasta ad ascoltarlo per ore! Adamo che mi chiama la biondina bellina 😊

Ma si sta facendo tardi, ormai siamo all’imbrunire e non c’è nemmeno più il tempo di andare ad ammirare il tramonto sulla Val d’Orcia. Andrea ci benedice con un piacevolissimo VIN SANTO da Malvasia Bianca, Trebbiano Toscano e Grechetto. Fragrante oro liquido e una graditissima coccola specialmente dopo un pomeriggio così intenso! Lo saluto con il cuore pieno di gioia e gratitudine. Tornerò, promesso, se non altro per incontrare la parte di me che rimarrà per sempre tra queste mura. Chissà se un giorno qualcuno simile a me vedrà per un attimo la ragazza con la giacca rossa che suona il piano o il ragazzo con la macchina fotografica…

Torniamo in silenzio verso le auto Naso e io, tanti i pensieri, le sensazioni e le emozioni da lasciare sedimentare e mettere in ordine. Un saluto veloce, il viaggio è lungo per entrambi, metto in moto, mi lascio alle spalle la meravigliosa Montepulciano che, insieme a Cantina Contucci si è presa per sempre un pezzo del mio cuore. E qui, da sola, posso finalmente scoppiare a piangere!

Un commento

  1. L’articolo che hai scritto è come un’onda elettromagnetica che riesce a trasportarti in posti e luoghi diversi, in tempi passati e recenti e tutto questo facendoti vibrare a frequenze emotive intense.

    #echinonloleggeèastemio

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