🇮🇹 Galardi Terra di Lavoro – Capolavoro del cuore

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Ci sono posti sul nostro meraviglioso pianeta dove convergono per magia tutte le energie positive del mondo. Per i più pragmatici mettiamola così: deve essere un corollario della legge gravitazionale assoluta sfuggito anche ad Einstein e tutto ancora da scoprire! Perciò sotto a chi tocca e nel frattempo, noi inguaribili romantici, continueremo a pensare che sia una questione di magia!

Il Terra di Lavoro è uno dei miei vini del cuore, ne sono profondamente innamorata da anni ormai, ma per qualche strana legge fisica, uguale e contraria alla precedete, o forse per qualche malefico sortilegio, mi ci sono voluti anni prima di riuscire ad andare a visitare i luoghi di questo vino straordinario. Non è mai mancato nella mia cantina né ad ogni fiera o evento della mia lunga carriera di degustatrice seriale. Ormai con Arturo e Allegra ci conosciamo ed è sempre una gioia rivedersi, e oggi sono finalmente in viaggio verso di loro.

La meravigliosa passeggiata fin sulle pendici del vulcano spento di Roccamonfina merita decisamente il viaggio. Le strade strette si snodano per chilometri nelle campagne verdeggianti. Le sfumature dell’autunno dipingono un paesaggio degno di uno dei più grandi Monet. L’aria è sempre più fresca e corroborante. Il tempo rallenta, lo spazio si curva, esattamente come succede in prossimità di un campo gravitazionale che finalmente attrae anche me!

Più si va avanti e più sembra di tornare indietro nel tempo, quando era tutto ancora incontaminato e scevro di tutta questa tecnologia a volte un po’ invadente. Il cellulare non prende più, le auto spariscono, spariscono le case, ci siamo solo noi con qualche sporadico trattore in questa meravigliosa campagna dell’entroterra Casertano. Oggi mi sento molto Mario Soldati! Siamo quasi arrivate, la cantina ancora non si vede ma giuro che sento il respiro del vino! L’aria diventa elettrica, l’eccitazione sale! Sono qui finalmente!

Conosco la storia di Galardi, conosco dove si trova ma non avevo mai osato nemmeno immaginare come fosse. E anche se lo avessi fatto non avrei mai potuto immaginare un posto di tale bellezza. Immerse tra castagneti e uliveti, le vigne e la cantina si affacciano sul mare da un lato, e la piana di Caianello/San Vittore dall’altro, uno dei posti più ventosi della terra. Il microclima che ne deriva, assieme al terreno vulcanico, lo rendono perfetto per la viticultura. Solo due le varietà, figlie legittime di questa terra:

  • Aglianico – potente, scuro, tannico e strutturato
  • Piedirosso – il suo partner ideale, che conferisce morbidezza e aggiunge freschezza

Per decenni una sola etichetta: il Terra di Lavoro, iconico vino del Sud e d’Italia in generale, che ha saputo conquistare per sé un posto d’onore anche a livello internazionale, facendosi spazio tra Brunello e Barolo. Un vino che interpreta perfettamente un territorio antichissimo in chiave decisamente moderna. Potentissimo ed esuberante nei suoi prime anni di vita, va domato nel tempo ma lui si sa, è così. Col tempo regala la gioia della perfezione, solare, travolgente, inebriante per poi evolvere in un fascinoso signore di classe, eloquente, autorevole, elegante! L’ho assaggiato in diversi stadi della sua evoluzione, ad ognuno il suo!

Difficile pensare di produrre una nuova etichetta quando il padrone di casa si chiama Terra di Lavoro, perché andare oltre questo capolavoro davvero non si può. Da qualche anno, e solo nelle annate migliori, il Terra di Rosso, una Piedirosso in purezza che colpisce per la sua immediatezza e leggiadria. Un vino da bere senza pensarci troppo, ma che dopo averlo bevuto vi farà pensare, a ragione, di aver degustato una perla rara. Il Piedirosso che non ti aspetti, dal sorso elegante, setoso, fresco, con tannini morbidi, bella sapidità e accenni fumé! Nonostante maturi per otto mesi in barrique conserva tutta la sua verace tipicità con profumi varietali precisi di geranio, ciliegia, frutti rossi, mirto, spezie dolci, tabacco e una bella ventata di aria di mare.

Chiudo ringraziando di cuore Arturo Celentano per averci accolte in questo posto incantano dove ci si sente finalmente in pace con il mondo, per il tempo che ci ha dedicato, per la splendida passeggiata al limite del bosco, per la degustazione in cantina, dove i suoi vini naturalmente si sono espressi al loro massimo livello trovando perfetta rispondenza e cassa di risonanza con i profumi e le sensazioni inebrianti che potete trovare solo lì, dove tutto ha inizio.

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