Uno per tutti, Tutti per voi

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Ritorna il Gallo Nero sullo sfavillante red carpet della Stazione Leopolda tra i flash della stampa, degli addetti ai lavori e dei winelover! Che gioia e che grande festa! Quanto ci sono mancate le luci della ribalta che hanno sempre contraddistinto la Chianti Classico Collection rendendola ogni volta così squisitamente glamour!

E ritorna con tante belle novità, perché il Gallo Nero è sempre pieno di dinamismo, di idee, di evoluzioni. E quando il mondo sembrava volesse fermarsi, travolto da una pandemia senza precedenti nell’era contemporanea, lui fermo proprio non ci è mai voluto stare! Vi racconto che cosa ha combinato in questi ultimi due anni. Vale la pena ricordare la sua meravigliosa impresa di un anno fa, per riprendere un po’ le fila del discorso, con una citazione dall’articolo sulla Chianti Classico Connection 2021 che potete trovare qui.

“E dopo la leggenda che lo vede protagonista determinante in una sfida tra Cavalieri nel Medioevo, il Gallo Nero quest’anno scrive una nuova e importante pagina nella storia del vino e del Chianti Classico perché riesce a portare il Made in Italy nel mondo sconfiggendo addirittura il malefico Covid-19. Adesso ditemi se anche questa impresa non entrerà a pieno titolo nella leggenda! E quindi, se il Mondo non può venire alla Casa del Gallo Nero, lui si industria, si attrezza, si organizza e parte alla conquista del Mondo pieno di buon vino e di tanto sano entusiasmo, perché il Mondo non debba mai restare senza Chianti Classico!”

Ma torniamo al presente; da brava secchiona me ne sono andata subito in sala stampa e mi sono immersa con concentrazione nella degustazione della Riserva e in particolare della Gran Selezione, a cui ho dedicato la maggior parte del tempo per un approfondimento specifico che meditavo di fare da tempo. Assaggi caratterizzati da una eleganza armoniosa, ognuno con il suo stile ma tutti con la voglia e l’ardire di diventare grandi campioni. Questo 6% all’apice della piramide qualitativa del Chianti Classico ancora una volta sottolinea il fatto che la scelta consapevole di produrre qualità non è solo uno slogan né tantomeno una trovata commerciale, bensì un impegno serio e appassionato che restituisce i suoi frutti alzando di anno in anno l’asticella dell’eccellenza. Niente Top 10 o cose del genere, per me non ha mai senso, ma come sempre una menzione speciale che quest’anno, per la categoria specifica, va al

Vigna Gittori – Chianti Classico Gran Selezione 2019 di Riecine . Un vino superbo, che coniuga il carattere deciso con una leggiadra eleganza. Un dardo scoccato da Cupido che colpisce dritto al cuore e conquista per sempre. Solo 2.800 bottiglie, dovrò sbrigarmi a procurarmene qualcuna!

Devo confessare che non ho resistito più di un paio d’ore in sala stampa, perché il richiamo della festa che si stava svolgendo di fuori era davvero troppo forte, e così mi sono buttata nella mischia tra i 176 banchi dei Produttori presenti. Non c’è niente da fare! In degustazione con il produttore il vino ti arriva in un modo diverso, più intenso e sicuramente più emozionale. Non si cerca di capire, di cercare questo o quel sentore, di vivisezionare profumi, sapori e sensazioni tattili nel calice. Niente di tutto questo! Qui si ricerca quell’attimo di trasalimento, quel picco di gioia, e quel piacere sublime in grado di regalare un brivido lungo la schiena, una carezza al cuore, un attimo intenso di felicità.

E ci riesce anche questa volta il Chianti Classico a elargire brividi ed emozioni in tutte e tre le annate – 2018, 2019 e 2020 – così diverse e discontinue per andamento climatico, ma tutte sapientemente gestite e interpretate. Emerge e si consolida anche qui quella capacità diffusa di saper fare bene che fa tutta la differenza, al di là delle UGA, l’ultima grande novità di quest’anno. Il Chianti Classico presentato quest’anno ha mantenuto tutte le sue promesse, e state pur certi che stupirà tanto ancora!  Polpa, frutto, profumi precisi, tannini nobili, e un’unica parola d’ordine: Equilibrio! E che bella questa parola in un momento storico in cui l’equilibrio di chi governa il mondo pare essere svanito, travolto da una sorta di follia generale, che se si dovesse arrivare alla catastrofe nucleare, cose per me assolutamente inconcepibile, vorrà dire davvero che meritiamo l’estinzione.

Anche qui vi lascio i nomi di due Cantine che meritano sicuramente un elogio particolare, ma ce ne sono tante altre credetemi:

  • Il Barlettaio con i suoi vini profondi, avvolgenti, stupefacenti nei profumi e nella pulizia del sorso. Fortemente emozionali.
  • Isola delle Falcole – una new entry molto ma molto promettente! Ragazzi giovani che hanno una idea chiara e vincente di vino e la capacità di andare dritti al punto! Teneteli d’occhio perché faranno parlare di sé.  (Ringrazio Riecine per il suggerimento)

E chiudo con l’ultima grande novità: la menzione delle UGA in etichetta, e sottolineo in etichetta, e solo per la Gran Selezione. Perché le UGA – Unità Geografiche Aggiuntive – nei fatti esistono da tempo. Gli appassionati di Chianti Classico difatti conoscono bene le sfumature e le peculiarità di San Casciano, Greve, Montefioralle, Lamole, Panzano, Radda, Gaiole, Castelnuovo Berardenga, Vagliagli, Castellina e San Donato in poggio, ok forse non proprio tutte, ma questo stimolerà la curiosità di ognuno di noi. Sono quelle differenze, in un territorio coeso, che creano ricchezza e valore.

Questa è la meraviglia del Chianti Classico che ormai si ripete ogni anno, che vi devo dire! Una denominazione che consolida sempre più saldamente la sua posizione nell’olimpo dei grandi rossi d’Italia. Provare per credere!

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