Albugnano e Montespertoli, due presentazioni a pochi giorni l’una dall’altra, due luoghi lontani, un comune denominatore: l’eccellenza di territorio e di terroir. E così, a loro insaputa, Nebbiolo e Sangiovese si ritrovano a duettare nel calice, e su queste pagine virtuali, ancora una volta. Cosa sta succedendo da quelle parti? Cosa è che li accomuna?

Succede sempre qualcosa di speciale attorno a una bottiglia di vino, e se poi a riunirsi sono alcuni viticoltori illuminati e lungimiranti, allora succedono cose straordinarie: succede la Révolution.

Nebbiolo e Sangiovese, due vitigni tra i più pregiati al mondo. Mai accontentarsi quando si ha tra le mani l’eccellenza! Non ci si può dunque posizionare su una qualità media che non sia più che adeguata quando si hanno in mano tutte le carte vincenti. Ma questo non basta: per vincere bisogna giocare la partita, e per vincere il campionato bisogna essere una squadra forte e coesa.

Albugnano è un comune dell’Alto Monferrato, mentre, Montespertoli è nei Colli Fiorentini, ed è uno dei comuni più vitati della Toscana. Apparentemente lontani per collocazione geografica ma accomunati da una tradizione secolare nella produzione di vino, si trovano oggi entrambe sullo stesso percorso virtuoso e, cosa più interessante, più o meno con le stesse modalità e a seguito della stessa intuizione.

Parte per prima Albugnano nel 2017 con un’alleanza spontanea di viticoltori sotto il numero 549. Sono una di quelle persone fissate con i numeri. Gioco con le targhe e credo ai messaggi degli angeli quando nei momenti di sconforto i numeri improbabili ti danzano intorno a dirti che va tutto bene: 1111, 2002, 1441… Ecco, l’aver scelto un numero dai molteplici significati ritengo sia sicuramente di buon auspicio! E poi c’è anche un 99 nascosto per cui il progetto si può certamente considerare nato sotto una buona stella!

La prima proposta di un’aggregazione spontanea ad Albugnano è stata accolta come aliena alla terra. È così che comincia il racconto dei Produttori presenti alla degustazione. Ma sono proprio le idee dirompenti quelle che hanno maggiori probabilità di apportare cambiamenti tangibili. E così il 5 Aprile (4) 9 produttori fondano una nuova Associazione, ad Albugnano che si trova indovinate a quale altitudine? Esattamente a 549 mt sopra il livello del mare.

UN VINO CHE PARTE DALL’ALTO E PUNTA ANCORA PIÙ IN ALTO

Questa la loro ispirazione! Un vino che parte dall’alto delle colline del Monferrato e, nonostante la DOC preveda un 15% di vitigni Freisa, Barbera e Bonarda, Albugnano 549 riparte dal Nebbiolo in purezza. Una scelta coerente con l’obiettivo di esaltare ancor di più un territorio vocato, puntando al massimo dell’eleganza e della riconoscibilità del suo vitigno principe. Sono passati 5 anni e gli associati sono ormai 14. Un primo importante obbiettivo è stato sicuramente centrato: quello di avere alzato l’asticella qualitativa di ogni produttore al di là delle interpretazioni stilistiche di ognuno, nel nome del valore di un territorio che deve esprimersi con eccellenza comparabile al di là delle singole etichette. L’interessante futuro che si intravedeva all’inizio di questa nuova avventura possiamo affermare oggi sia una prospettiva sempre più presente e destinata a durare nel tempo.

Sono 17 i Viticoltori di Montespertoli, 17 racconti una sola storia: l’eccellenza sostenibile del territorio racchiusa in un calice (AAA Viticoltore 18 cercasi!). È dal confronto e dalla condivisione di una precisa idea di vino, nato quasi per caso tra i più giovani al bar, che è maturata l’intuizione e si è poi concretizzata l’Associazione dei Viticoltori di Montespertoli nel 2022. Il Patto del Viticoltore di Montespertoli è molto chiaro:

Coltivazione diretta delle uve, pratiche agronomiche sostenibili, rispetto della materia prima, vini che siano espressione del territorio di provenienza, collaborazione con l’intera comunità agricola, accrescimento della sostenibilità ambientale, dialogo e confronto al di fuori di Montespertoli.

Il vino buono, sano e sostenibile nel pieno rispetto dell’ecosistema. Si riparte anche qui dal territorio e da quella voglia di farne parte integrante giocando da protagonisti. La parola d’ordine è biodiversità: le proporzioni perfette tra vigneti, uliveti, macchia boschiva, seminativi e pascoli, che ospitano innumerevoli forme di vita e che rendono il paesaggio della Toscana così suggestivo e meravigliosamente romantico.

Al contrario di Albugnano 549, che ha stretto le maglie rispetto alla DOC scegliendo un unico vino come portabandiera, a Montespertoli resta per i viticoltori la facoltà di scegliere ciò che meglio rappresenta la massima espressione della qualità di ogni singola azienda. Si punta a vini freschi e contemporanei ma sempre riconducibili al territorio. Devo ammettere però che le interpretazioni di Sangiovese in purezza siano state quelle che mi hanno fatta trasalire maggiormente. Il livello qualitativo medio di Montespertoli è già di per sé adeguato, ma si può fare di meglio ed è questo lo scopo dell’Associazione che ha intrapreso i primi passi verso un concetto di eccellenza abbracciato e condiviso da tutti.

Tutto ciò che demolisce invece di indirizzare non serve a nulla, se non a svilire l’operato di chi invece ha solo bisogno di ispirazione. E l’ispirazione spesso nasce dal confronto e dalla critica costruttiva. anche verso sé stessi. L’unione fa la forza e chi la dura la vince! La saggezza popolare non sbaglia mai, ed è solo così che si può ambire a raggiungere sfidanti risultati in termini di qualità e di promozione del territorio. Albugnano e Montespertoli in questo senso non sono mai state così vicine!

Concludo con una citazione di Andrea Petrini dal Blog Percorsi di vino

“Uscite dai vostri confini, non aspettate troppo, comunicate il più possibile al mondo i vostri valori, confrontatevi anche con chi la pensa diversamente da voi, in Italia o all’estero. Insomma, promuovetevi e non create una nuova riserva indiana che, nel mondo del vino italiano, non sarebbe né la prima, né l’ultima!”

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